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Storia di Firenze

In origine Firenze era un’area fortificata, che si trovava all'incrocio delle strade che conducevano alla costa del Tirreno e quelle che portavano agli Appennini, unite per percorrere l’alta valle dell’Arno, verso Roma.

Colonna della Giustizia
Colonna della Giustizia

Anticamente era una località etrusca, che dipendeva da Fiesole. Gli etruschi, provenienti dall’Asia Minore, si insediarono nella zona nel IX secolo a.C, data di stanziamento confermata dalle straordinarie collezioni d’arte etrusca rinvenute, attualmente conservate nel Museo Archeologico di Firenze.

Solo nel 395 a.C. la civiltà etrusca fu sottomessa dall'Impero Romano. Nel corso delle campagne di colonizzazione di Silla, i romani fondarono Florentia, sulle ceneri dell’antico insediamento etrusco.

Nel 82 a.C. il territorio fu confiscato per essere ceduto ai veterani di Silla. Dopo la caduta dell’Impero Romano, Firenze fu più volte assediata da Goti e Bizantini.

Nel Medioevo, per la sua ricchezza agricola ed essendo un importante centro di comunicazione, riuscì ad eclissare Fiesole. Nell'Alto Medioevo i Lombardi ottennero il controllo della città.

Firenze nel Medioevo

Firenze nel Medioevo
Firenze nel Medioevo (Palazzo Vecchio)

Nel 774, Firenze fu conquistata da Carlo Magno, entrando a far parte dell’Impero Carolingio. Nel 1115, la città fu liberata, approfittando delle lotte per le investiture, capeggiate dalla contessa Matilde. I fiorentini sconfissero il vicario imperiale e conquistarono i castelli e i comuni vicini, per garantire la sicurezza delle proprie attività commerciali.

Nel 1125, Fiesole fu conquistata e i suoi abitanti furono obbligati a trasferirsi a Firenze. Si alleò con Pisa, che le forniva le imbarcazioni necessarie per il commercio, contro Siena, le quali si disputavano le relazioni commerciali con la Santa Sede.

Nel 1218 entrò in guerra contro Pisa, per l’egemonia della Toscana.

Fra il XII e il XIII secolo, i fiorentini parteciparono attivamente nelle guerre fra guelfi e ghibellini, fazioni che si disputavano la successione alla corona. I guelfi difendevano il potere papale ed erano contrari ai privilegi nobiliari, mentre i ghibellini, aiutati dall’imperatore tedesco, si opponevano al potere del Pontefice. Firenze era per lo più guelfa. La nobiltà fu indebolita da queste lotte e, nel 1293, fu espulsa dagli organi di potere, dando inizio al periodo del Secondo Popolo.

Perseo con la testa di Medusa
Perseo con la testa di Medusa

In quest’epoca Firenze era la città più importante della Toscana, dato che Pisa era stata sconfitta da Genova nel 1284 e Siena iniziava il suo lento declino. Le attività commerciali a Firenze erano a gestione familiare e avevano succursali in tutta l'Europa occidentale. Le compagnie più antiche seguivano la disputa fra bianchi e neri (1300-1302), fazioni con cui si divisero i guelfi, che patirono le dure conseguenze di tali lotte. Questi conflitti politici non impedirono che Firenze diventasse una delle più poderose e prospere d’Europa, verso la quale si dirigeva gran parte dell'attività commerciale, mentre Venezia si espandeva lungo il Mediterraneo.

A dimostrazione del suo potere, nel 1252 si coniarono i fiorini d’oro, monete utilizzate per più di tre secoli, che furono uno dei capisaldi monetari dell’epoca, insieme al ducato veneziano.

Dal 1326, le nuove compagnie si dedicarono al commercio, all’industria e alla più importante attività finanziaria: la banca. I fiorentini idearono e organizzarono un sistema di prestito a grande scala, rilasciando denaro ai sovrani d’Europa, a cambio di locazioni fiscali. Malgrado ciò, la crisi economica del XIV secolo e la Guerra dei cent’anni portarono queste attività finanziarie alla rovina, anche se presto furono create delle nuove entità (a gestione familiare, come le altre), che seppero agire in maniera più prudente.



Nel 1406, Firenze conquistò Pisa e divenne una potenza marittima. Molti ricchi commercianti, per assicurarsi la salvezza della propria anima, investivano i loro beni nella costruzione di cappelle ed edifici religiosi e, inoltre, trasformarono le case e le fattorie in sontuosi palazzi.

L’arte florentina si aprì al Rinascimento all’inizio del XV secolo, coincidendo con lo stato d'instabilità sociale e politica precedente allo stanziamento dei Medici.

Dal XIV secolo la politica fiorentina, gestita dai mercanti, continuò ad essere belligerante, sostenendosi con un esercito di mercenari. Gli Albizzi, rappresentanti del "popolo grasso", e i Ricci, delle "arti medie", si unirono, in un primo momento, per abbattere lo stato di tirannia vigente (1343) mentre, successivamente, si contesero il potere. I "ciompi", diretti da un tessitore di lana, conquistarono il potere nel 1378. Con l’aiuto degli Albizzi, il "popolo grasso" ottenne la supremazia della città dal 1382 al 1434.

I Medici

I Medici
I Medici (Museo del Bargello)

I Medici, ovvero la famiglia più ricca di Firenze, già dai primi anni del XV secolo mostravano le proprie ambizioni e intenzioni politiche, che riuscirono a concretizzarsi soltanto con Cosimo il Vecchio. Quest'ultimo, senza nessun titolo nobiliare, riuscì a impossessarsi di Firenze nel 1434, abbattendo completamente i propri avversari.

I Medici non provenivano dalla nobiltà feudale e tantomeno da una dinastia, ma fecero la loro scalata sociale ed economica in maniera lenta e inesorabile, senza chiamare troppo l’attenzione, mediante scambi d’opere d’arte ed altri tipi di affari, come ad esempio il monopolio dell’allume, gestito da Cosimo con il Papa, che gli consentì d'aumentare ancora di più i beni di famiglia.

La famiglia dei Medici, unita intimamente alla storia di Firenze, governò nella città, anche se con qualche interruzione, per ben 350 anni! In questo periodo Firenze vide crescere sia il suo potere economico, essendo i banchieri del Papa, che per essere l’epicentro della cultura e dell’arte mondiale. 

Il mecenatismo di Lorenzo il Magnifico segnò per sempre il corso della storia dell’arte. Con la morte di Lorenzo, nel 1492, salì al comando di Firenze suo figlio Piero. Dopo la sua morte, gli succedette Pietro (detto Il Fatuo), contro cui si ribellarono i fiorentini, che l’obbligarono ad abbandonare la città. Con l’esilio di Pietro, nel 1494, terminò il primo periodo del governo dei Medici.

I commercianti più facoltosi organizzarono la Repubblica e il celebre Macchiavelli si occupo degli aspetti diplomatici del nuovo assetto governativo. Gli artisti soggiornavano a Firenze per acquisire la maestria tecnica, ma quando ormai raggiungevano un buon livello formativo, si trasferivano a Roma o a Milano, città più ricche e politicamente più stabili.

Menelao sostiene il corpo senza vita di Patroclo
Menelao sostiene il corpo senza vita di Patroclo

Nel 1512, con l’aiuto degli spagnoli, i Medici salirono nuovamente al potere, che ressero per quindici anni. Il 16 maggio 1527 i Medici furono sconfitti e si stabilì la Repubblica.

Nel 1530 l’imperatore Carlo V, con l’appoggio del Papa Clemente VII, occupò la città e nominò suo genero, Alessandro dei Medici, duca di Firenze. Il suo successore, Cosimo II, nel 1555 aggiunse Siena ai propri possedimenti territoriali. In seguito, i Medici raggiunsero nuovamente il potere e governeranno per altri due secoli.

Nel 1737, con la nomina del Duca di Lorena, marito di Maria Teresa d’Austria, e quando ormai i Medici erano definitivamente scomparsi dalla vita politica di Firenze, la città fu aggiunta ai territori della corona austriaca.

L’epoca contemporanea

Dopo il Congresso di Vienna, la Toscana divenne una delle regioni del Regno d’Italia.

Firenze fu capitale del Regno d’Italia, dal 1865 al 1871, e fu sede del primo Parlamento della nazione.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, i ponti della città furono abbattuti e solo Ponte Vecchio riuscì a sopravvivere, grazie al suo straordinario valore artistico.

Nel 1966, la tranquillità di Firenze fu scossa da un’altra tragica calamità: un’alluvione, che tutt’oggi si ricorda come uno degli avvenimenti che maggiormente colpì la città e che costò la vita a 34 persone, oltre a danneggiare il patrimonio artistico. Da tutto il mondo giunsero dei volontari per cercare di recuperare le opere d’arte, che in parte furono danneggiate in maniera irriversibile.